Si è conclusa la terza stagione di Gomorra, dove abbiamo visto un mix di tutto, a partire dai tradimenti, dalle strategie, scorrazzando qua e là in scenari diversi rispetto le prime due stagioni, tra Posillipo, con l’entrata in scena di Valerio,biondo, sguardo pulito, ben educato, è quanto di più lontano dai camorristi alla Genny Savastano, e pure il suo Valerio Misano, new entry della terza stagione di Gomorra, è il criminale che non ti aspetti. Detto O’ Vucabulà, è un figlio di papà della Napoli bene capace di rendere «presentabile» la droga negli ambienti alto borghesi e quindi inaspettatamente utile al clan e Enzo Sangue Blu, che ci porta tra le strade di Forcella,  quartiere storicamente legato alla famiglia Giuliano. Il riferimento sembra essere a Luigi Giuliano, storico boss del quartiere temuto e allo stesso tempo amato dalla gente del centro storico. Per il look, invece – barba e maglione lungo – ricorda Emanuele Sibillo, il boss della “Paranza dei Bambini”, ucciso il 30 giugno del 2015.

Dalla morte di Don Pietro Savastano, c’è stato un vero e proprio smantellamento del vecchio stile e dinamiche di potere, tutto è cambiato, ma non i voltafaccia, i tradimenti e l’inseguimento al potere  fino a spargere sangue.

Nell’episodio 3×11, vediamo Gennaro Savastano, escogitare un piano per riprendersi la moglie Azzurra e il figlio Pietro, dal bastardo (concedetemi il termine) di Don Avitabile  e dei confederati, in cambio di Ciro e di Enzo.

Ma non si sono fatti i conti con l’ultima pedina, la scaltra e lasciatemi dire la nuova iena, Patrizia, che ormai fa parte del sistema,  che controlla attentamente la struttura, che ospita delle canoe e altri materiali da spiaggia. Sembrerebbe tutto in regola, ma nascosto in un angolo c’è Tommaso Natale, il fedelissimo di Avitabile, con un fucile in mano.

Patrizia esce e dà il segnale a Genny, che osserva lì vicino: tutto ok.

Gennaro chiama O’Sciarmante e gli dice dove si trovano Enzo e Ciro, peccato che l’Immortale non ci sia, e che, da un momento all’altro, da ogni dove si materializzino i compagni di Enzo, ad armi spiegate. Gli uomini di O’Sciarmante non possono fare niente. Dopo aver ucciso il fedelissimo di Arenella, Sangue Blu, convince un altro scagnozzo a telefonare per avvisare che è andato tutto bene.

Finalmente Genny può abbracciare moglie e figlio, che corre verso Azzurra e Pietro, ad un certo punto si sente uno sparo. E’ Patrizia, che ha ucciso il fedelissimo di Don Giuseppe, che mirava Genny pronto ad ucciderlo. Patrizia li osserva da poco lontano  con la pistola ancora in mano. “Cosa credevi Gennaro? Che ti avessi tradito?”, gli urla.

 

Patrizia commette il suo primo omicidio, ma l’innocenza l’ha persa da molto tempo e quando grida a Genny quelle parole è un pò come se le gridasse a tutti noi.  E il pubblico, proprio come Gennaro, non sa bene cosa rispondere. Lei, però, l’aveva detto chiaro fin da subito: i Savastano non si toccano, almeno per il momento.

L’episodio 11, saluta oltre O’Sciarmante colpevole di tante cose ignobili, ma non della morte di Carmela e Don Avitabile, che mentre sta per tornare a casa, salta in aria, per mano di Ciro.

L’episodio 3×12, episodio conclusivo della terza stagione, ci fa salutare due grandi di Gomorra, Scianèl interpretata in maniera magistrale dalla grande Cristina Donadio e Ciro ( Marco D’Ammore)  l’immortale, che poi tanto immortale non era.

L’episodio si apre con Scianèl che va a parlare con  O’Stregone, O’Crezi e O’Diplomato. Donna Annalisa è delusa, molto delusa, dal tradimento di Patrizia, e si scusa con Don Ruggero, promettendo di sistemare la questione per poi poter guardare avanti.

Ma in agguato c’è un nuovo tradimento e Scianèl si ritrova faccia a faccia con Patrizia,  e lei capisce tutto. Capisce che è arrivata la sua fine. ( Per un attimo anche la mia, mancherà Scianèl, lei era quella che rubava la luce dei riflettori, si mangiava la scena, con le sue facce e le sue battute ) e a proposito di battute, anche le sue ultime rimango memorabili, “Ora dovrei avere paura di te, piccirì? Resterai sempre una povera orfanella, bisognosa di qualcuno che comanda. Prima Don Pietro, poi Scianel, e ora Gennarino Savastano. Ma ricordati queste parole: per me sei stata più di una sorella, mentre per un uomo sarai sempre e solamente una povera femmina, buona per farsi una chiavata, e basta. Queste le sue ultime parole, le parole della iena di Secondigliano.

Ma la nuova iena, Patrizia, ( niente contro l’attrice, ma prima di arrivare a Scianèl ne avrà da scalare di montagne) risponde a dovere  “Il vostro Lelluccio era solo uno scemo. E Marinella era ancora più scema di lui, non aveva neanche pensato di fregarlo. Lo sapete chi ha messo in testa a Don Pietro di ucciderlo? Chi ha convinto quella povera disgraziata di Marinella? Io”. Per Donna Annalisa è una pugnalata, parte uno schiaffo, la iena non riesce a crederci, poi le spara, e le sputa addosso. Le iene. Ricordate?”, ringhia Patrizia prima di darle il colpo di grazia.

 

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Non ci possono essere due regine nello stesso momento e nello stesso regno, una doveva per forza morire. La iena è morta, viva la iena, viva Scianèl.

Nel frattempo è tempo di trattare la pace, bellissimo quando Genny si oppone e Ciro gli fa capire che invece deve trattare con i Confederati, che in realtà ormai sono in ginocchio, e fare pace vuol dire vincere ugualmente, ma senza spargimento di sangue.

Mi chiedo quanto durerà Genny senza Ciro.

O’Stregone vuole stringere la mano a tutti e dichiarare la pace e pace è fatta, Finito l’incontro, Enzo, Valerio, Ciro e Genny lasciano la casa di Don Ruggero. Sangue Blu è euforico: li hanno asfaltati, e ora c’è bisogno di festeggiare alla grande. Ciro e Gennaro accettano.

Ma qualcosa non quadra, quando vediamo i fratelli Capaccio fare visita in piena notte a O’Stregone,“E’ successa una cosa molto grave”, “Hanno ucciso O’Stregone a casa sua.” Il vecchio boss muore per mano dei Capaccio, chiaramente d’accordo con Enzo e Valerio. Ciò significa che Gennaro e Ciro stanno per entrare dentro una potenziale trappola.

E qui il finale di stagione che non tutti si sarebbero aspettati per lo meno che non finisse così.

Sangue Blu, capito che è stato Genny a far uccidere sua sorella, afferra la pistola, e carica il colpo. “Mi hai sempre fatto schifo. Ti ho sopportato solo per lui”, dice Sangue Blu a Genny, puntandogli contro l’arma.

Ma Ciro lo difende e si assume lui tutte le colpe, facendo credere a Enzo che Carmela l’ha uccisa lui, bellissima la frase ;” Com’è bella Napoli vista da qua, non è vero? L’ho sempre sognata, tutta per me. Solo io me la meritavo, per tutto quello che ho perso. E avrei fatto qualsiasi cosa per prendermela.” Poi, la stoccata finale: “Carmela l’ho uccisa io. Tu volevi fermarti, ma io avevo bisogno che tu continuassi a correre.”

L’allievo supera il maestro e anzichè sparare a Ciro, mette in mano la pistola a Genny e gli ordina di farlo lui.

 

 

La voglia di redimersi una volta per tutte è, per Ciro, troppo forte. La malavita lo ha logorato nel corpo e nello spirito, conducendolo verso traiettorie che non ha mai smesso rimpiangere. Le lacrime che solcano il suo volto, poco prima che Genny lo spedisca all’inferno, sanno quasi di liberazione; d’altro canto, è consapevole di non avere alternative affinché Savastano jr. possa godersi la sua famiglia. Un addio capace di frantumare ulteriormente le poche certezze rimaste; e la convinzione che la strada, da oggi in poi, sarà completamente in salita.

 

 

Il quesito più affascinante resta uno e uno soltanto: Ciro Di Marzio è vivo, o è morto? Mai dare per spacciato L’Immortale…le conseguenze, in tal senso, potrebbero essere fatali.

 

 

 

 

 

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