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7 autori che si sono suicidati ⋆ Il salotto delle parole

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7 autori che si sono suicidati

1. Angel Ganivet (1865-1898)

Angel Ganivet, scrittore spagnolo, il 29 novembre, in preda ad uno stato di depressione e minato da problemi fisici, decise di togliersi la vita, a soli 33 anni, gettandosi da una nave nelle gelide acque del fiume Dvina (Riga).


2. Virginia Woolf (1882-1941)

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Virginia Woolf,scrittrice, saggista e attivista britannica. Nell’estate del 1940 pubblicò l’ultima opera; Tra un atto e l’altro, mentre la Gran Bretagna era in guerra. Intanto le sue crisi depressive si fecero sempre più violente e incalzanti. Virginia amava circondarsi di persone ma quando era sola ricadeva nello stato d’ansia e di sbalzi d’umore tipico della malattia(soffriva di bipolarismo e depressione). A contribuire all’aumento delle sue fobie fu il procedere della guerra. Infine il 28 marzo del 1941, si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, non lontano da casa, nei pressi di Rodmell.


3. Horacio Quiroga (1878-1937)

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Il drammaturgo uruguaiano bevve un bicchiere di cianuro all’ospedale di Clínicas, nella città di Buenos Aires, a 58 anni, dopo aver appreso che aveva il cancro alla prostata. 


4. Alfonsina Storni (1892-1938)

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Era un poetessa e giornalista argentina. Nel 1935 si manifestarono i sintomi di un tumore al seno che la costrinse a sottoporsi a un difficile intervento chirurgico. Dopo un apparente miglioramento il male si ripresentò in tutta la sua aggressività e la fragile personalità di Alfonsina reagì con la scelta di un suicidio freddamente programmato e messo in atto quasi come in una scena teatrale.Molti i racconti sulle sue ultime ore di vita: si dice che Alfonsina, giunta in solitudine in un piccolo albergo di Mar del Plata, abbia composto la poesia Voy a Dormir, che effettivamente inviò al giornale La Nación e il giorno successivo si uccise entrando in mare e dirigendosi verso il largo, fino a quando le onde non la sommersero.


5. Jacques Rigaut (1898-1929)

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Jacques Rigaut era uno scrittore francese, esponente del movimento dadaista.Le sue opere affrontano spesso il tema del suicidio, gesto che lo stesso Rigaut portò a compimento nel 1929: all’età di trent’anni, come aveva annunciato, si sparò, prendendo addirittura in precedenza le misure con un righello per essere sicuro che la pallottola gli trapassasse il cuore.


6. Ernest Hemingway (1899-1961).

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Ernest Hemingway era uno scrittore e giornalista.
ll 21 aprile tentò di sottrarre un fucile dalla stanza dove erano conservate le armi, ma Mary, sua moglie,riuscì a distrarlo. L’arrivo del dottor Saviers per la sua visita quotidiana fu provvidenziale perché riuscì a convincerlo a deporre il fucile e lo condusse al “Sun Valley Hospital”, e di qui nuovamente alla clinica Mayo, dove fu sottoposto ad altri elettroshock. Rimase in ospedale per due mesi, isolato in una stanza senza la presenza di alcun oggetto, e il 26 giugno venne dimesso “clinicamente guarito”, ma già lungo il viaggio di ritorno ricominciò ad avere strani comportamenti e forti allucinazioni.
La mattina della domenica del 2 luglio Mary fu svegliata da un forte colpo. Hemingway si era sparato mettendosi la canna del fucile in bocca ed era morto. Aveva trovato le chiavi dell’armadietto sul tavolo della cucina, dove le aveva lasciate Mary.


7. Sylvia Plath (1932-1963)

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Sylvia Plath è stata una poetessa e scrittrice.L’11 febbraio 1963 era passato solo un mese dalla pubblicazione del romanzo quando Sylvia Plath si tolse la vita: sigillò porte e finestre ed inserì la testa nel forno a gas, non prima di aver scritto l’ultima poesia intitolata “Orlo” ed aver preparato pane e burro e due tazze di latte da lasciare sul comodino nella camera dei bambini. Secondo Al Alvarez e altri studiosi, in realtà non aveva intenzione di uccidersi, ma soltanto di rivolgere all’esterno un’estrema richiesta d’aiuto.Ella sapeva, infatti, che quella mattina sarebbe passata in visita una ragazza australiana, e aveva lasciato inoltre un biglietto con scritto un numero di telefono del suo medico, e le parole: “Per favore chiamate il dottor…”.


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