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3."Annuncio ad Anna" Cappella degli Scrovegni ⋆ Il salotto delle parole

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3.”Annuncio ad Anna” Cappella degli Scrovegni

Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305,Giotto, su commissione del banchiere padovano Erico Scrovegni, affresca La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità.Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita inizialmente per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è oggi considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime  espressioni dell’arte occidentale. Nella pittura di Giotto tutto – dalle corrispondenze verticali e orizzontali alle prospettive architettoniche, dal simbolismo dei colori a quello dei numeri – partecipa dell’”avvenimento” di Dio che si fa l’uomo. Un fatto storico che Giotto ha “messo in scena” perchè attraverso i colori e le immagini i fedeli potessero meditare sulla vita di Maria, e di Gesù, sulla Sua morte e resurrezione, e sul proprio destino di libertà in vista del Giudizio Universale.

Annuncio ad Anna

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Una bella casa, con poggiolo e scala esterna. Su timpano due angeli reggono una conchiglia con l’effigie di Isaia, il profeta di Maria. Nella casa in cui Gioacchino no ha osato tornare, fuori l’ancella Giuditta sta filando, mentre dentro accade l’evento: l’arcangelo Gabriele compare alla finestra e porta all’anziana Anna l’annuncio che darà alla luce una figlia,Maria, “che sarà di ammirazione per tutti i secoli” (PM). La radiosa apparizione fa risplendere il volto di Anna e la tende del letto.

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