4."Sacrificio di Gioacchino" Cappella degli Scrovegni ⋆ Il salotto delle parole

4.”Sacrificio di Gioacchino” Cappella degli Scrovegni

4.”Sacrificio di Gioacchino” Cappella degli Scrovegni

Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305,Giotto, su commissione del banchiere padovano Erico Scrovegni, affresca La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità.Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita inizialmente per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è oggi considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime  espressioni dell’arte occidentale. Nella pittura di Giotto tutto – dalle corrispondenze verticali e orizzontali alle prospettive architettoniche, dal simbolismo dei colori a quello dei numeri – partecipa dell’”avvenimento” di Dio che si fa l’uomo. Un fatto storico che Giotto ha “messo in scena” perchè attraverso i colori e le immagini i fedeli potessero meditare sulla vita di Maria, e di Gesù, sulla Sua morte e resurrezione, e sul proprio destino di libertà in vista del Giudizio Universale.

Sacrificio di Gioacchino

Risultati immagini per sacrificio di gioacchino

Gioacchino è passato dall’afflizione alla mendicanza, in una cornice, in una cornice paesaggistica speculare rispetto alla precedente: sta prono, col mento che sfiora il terreno, davanti alla vittima sacrificale che brucia sull’ara. C’è un triangolo di mani: quelle del pastore e dell’angelo rimandano in alto; quella del Padreterno (di Cui non si vede il volto:” chi vede Dio muore”) pare piegarsi verso il basso ad accettare il fumo del sacrificio. Tra il capretto sacrificato e la manus Dei c’è – quasi invisibile – un angelo.

Related Post

Hits: 36

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti