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7."Natività di Maria" Cappella degli Scrovegni ⋆ Il salotto delle parole

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7.”Natività di Maria” Cappella degli Scrovegni

Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305,Giotto, su commissione del banchiere padovano Erico Scrovegni, affresca La Cappella intitolata a Santa Maria della Carità.Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita inizialmente per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è oggi considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime  espressioni dell’arte occidentale. Nella pittura di Giotto tutto – dalle corrispondenze verticali e orizzontali alle prospettive architettoniche, dal simbolismo dei colori a quello dei numeri – partecipa dell’”avvenimento” di Dio che si fa l’uomo. Un fatto storico che Giotto ha “messo in scena” perchè attraverso i colori e le immagini i fedeli potessero meditare sulla vita di Maria, e di Gesù, sulla Sua morte e resurrezione, e sul proprio destino di libertà in vista del Giudizio Universale.

Natività di Maria

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Sono passati nove mesi dall’Immacolata Concezione di Maria: nasce la Vergine, l’8 settembre. Siamo nella casa di Anna: la stessa in cui la Sterile aveva ricevuto la visita dell’angelo. La chiusa porta d’ingresso, fuori dalla quale stava una donna a filare, ora – aperta – ospita un’intensa “conversazione” di occhi,di mani, di mute parole. Chiusa è invece la finestra da cui era entrata il radioso angelo annunciante: ora è la luce della trifora – trono trinitario – che raggiunge la bambina e da li s’irradia. Dentro  la stanza vi sono due scene nello stesso riquadro: in basso, alla Neonata, appena fasciata, una delle amiche di Anna (le stesse quattro della porta Aurea) “le stringe il nasino perchè cresca avvenente, com’era tradizione popolare in molte regioni: il Veneto compreso ” solo a questo punto, sopra, la Bambina viene presentata alla madre Anna, la quale si protende all’abbraccio.

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